Come lavara il corredino. La guida completa.

Cara neomamma,

so quanto sia importante per te in questo momento essere rassicurata. So quanto amore provi nei confronti del pupo che sta per nascere e quanto desideri donargli il meglio per dargli il benvenuto nel nuovo mondo.

 

So quanto sia difficile ascoltare tutti quei consigli non richiesti da mamme, suocere, amiche, che pensano tu non sia in grado di fare da sola… e capisco la tua frustrazione per non essere pratica rischiando di rovinare i vestitini che così tanto amore hai scelto!

 

Inoltre… so che ancora come futura mamma non hai avuto il tempo di realizzare l’impegno e il cambiamento che ti aspetta…

Per questo motivo ci tengo ad accompagnarti passo dopo passo in questa transizione particolarmente delicata: una volta rientrati a casa dopo la nascita del piccolo tornerete sì alla quotidianità, ma questa ovviamente non sarà più la stessa di prima.

 

Se prima facevi una lavatrice alla settimana per i vestiti di due persone, ora fare il bucato sarà quasi un compito giornaliero. 

Al di là dell’impegno (e la stanchezza) che questo presuppone, lavare in modo adeguato il corredino è una delle preoccupazioni delle neomamme, sempre più consapevoli della fragilità della pelle dei loro bimbi.

 

A che temperatura devo lavare le tutine?

Devo separare la nostra roba da quella del piccolo?

Lavaggio a mano o in lavatrice?

 

Sono solo alcune delle domande che potrebbero assalirti…

E la risposta non è tanto scontata, visto che avrai a che fare con macchie continue e difficili da eliminare.

Mettiamo che abbiamo una tutina sporca per una fuoriuscita dal pannolino. Sarà da smacchiare ma anche da disinfettare, usando un detersivo che preferibilmente non rovini né la pelle del bambino né l’indumento.

 

Sembra un’impresa impossibile (soprattutto se le ore di sonno sono poche e il tempo a disposizione scarseggia)?

Niente panico! 

Se sei alle prese con il lavaggio del primo corredino di tuo figlio, voglio darti una mano. Per questo ho creato…

 

LA GUIDA PRATICA PER LAVARE IL CORREDINO DEL TUO NEONATO CHE TI AIUTERÀ A PROTEGGERE LA SALUTE DELLA SUA PELLE DELICATA FACENDOTI RISPARMIARE TEMPO E SOLDI.

 

Nelle prossime righe scoprirai:

Perché le sostanze nocive presenti nei detersivi si depositano sui vestiti rimanendo in contatto con la pelle delicata del piccolo 24 ore al giorno e 7 giorni su 7.

Come imparare a districarti tra i diversi detersivi e ammorbidenti e scegliere quelli meno tossici.

Gli errori comuni a tutte le mamme quando lavano i vestitini.

Perché non è necessario spendere un patrimonio in detersivi per disinfettare e igienizzare i vestitini dei neonati.

Un metodo sicuro e toxic-free per lavare il corredino del piccolo senza il rischio di lasciare residui chimici potenzialmente dannosi per la salute del tuo amore.

Perché le sostanze nocive presenti nei detersivi si depositano sui vestiti rimanendo in contatto con la pelle delicata del piccolo 24 ore al giorno e 7 giorni su 7.

Per ogni lavaggio, una buona parte di detersivo rimane sui vestiti. come dimostrano i test condotti presso la Clemson University School of Textiles and Polymer Science. Praticamente, un normale detersivo lascia una quantità di residuo misurabile che comporta un aumento del 2% del peso al vestito in soli 10 lavaggi.

I residui di detersivo erodono le fibre e attaccano la superficie liscia delle stesse causando minuscole fessure che trattengono le particelle di residuo. 

I residui di detersivo non solo rallentano l’asciugatura, ma si reidratano una volta asciutti attirando l’umidità dall’aria verso chi li indossa. 

Dopo il lavaggio i tessuti si sentono più rigidi se rivestiti con sostanze chimiche appiccicose perché le fibre non possono scivolare l’una contro l’altra e non risultano morbide al tatto. I produttori di detersivi cercano di superare parte di questo attrito aggiungendo il silicone, ma lasciano deliberatamente una certa rigidità per garantire l’opportunità di vendere l’ammorbidente.

Potremmo quasi dire che lavare i vestiti con i normali detersivi li distrugge tanto velocemente quanto non lavarli affatto.

Tornando al discorso sull’ammorbidente, bisogna dire che è composto da sostanze chimiche grasse che ricoprono la fibra dei tessuti creando un rivestimento che regala quell’effetto liscio e morbido.

Il problema è che essendo versato alla fine del lavaggio, il prodotto non viene risciacquato adeguatamente e rimane sui capi.

E poi tutti abbiamo la tendenza ad abbondare quando lo usiamo.

Quali sono quindi le conseguenze dell’utilizzo di detersivi e ammorbidenti?

La patina che resta sugli indumenti e rimane ogni giorno a contatto con la pelle, poco a poco trasferisce al nostro organismo le sostanze. Questo crea episodi di eczema, psoriasi e altre irritazioni cutanee reattive denominate genericamente dermatite da contatto. 

In una ricerca effettuata in 4 paesi (USA, Australia, Svezia e Regno Unito) sugli effetti negativi sulla salute derivanti dall’esposizione a comuni inquinanti e prodotti chimici è emerso che il 19,9% della popolazione generale riferisce sensibilità chimica. 

La situazione si fa più drammatica per i neonati in quanto la loro pelle è molto sensibile e delicata e per tale ragione è particolarmente esposta ad irritazioni, dermatiti e allergie.

I neonati non sono dei “piccoli adulti”. La loro pelle è diversa da quella degli adulti.

Non solo è 5 volte più sottile ma il rapporto tra l’estensione della superficie cutanea e la massa corporea è maggiore (nei neonati, questo valore è di circa 700 cm²/kg mentre negli adulti è di soli 250cm²/kg).

Presenta anche alta permeabilità e questo, soprattutto nelle prime due settimane di vita, potrebbe rappresentare un fattore di rischio per quanto riguarda l’assorbimento percutaneo delle sostanze con cui è possibile che venga a contatto.

 

Come imparare a districarsi tra i diversi detersivi e ammorbidenti e scegliere quelli meno tossici.

Leggere le etichette dei detersivi e dei prodotti per la pulizia della casa è di vitale importanza per scegliere un prodotto che sia il più possibile innocuo per la salute e rispettoso dell’ambiente.

C’è una lunga lista di sostanze chimiche nella maggior parte dei prodotti per il bucato che devono essere specificati nell’etichetta in quanto possibili causanti di allergie, come indica il Centro Nazionale Sostanze Chimiche, prodotti Cosmetici e protezione Consumatore (CNSC).

Tuttavia, la legge consente ai produttori di non dichiarare tutte le sostanze e le composizioni in etichetta. Per conoscere nei dettagli la composizione dei prodotti, bisogna rivolgersi direttamente alle aziende, contattandole via e-mail o tramite il numero verde. 

In questo articolo indicherò la categoria di sostanza e non il nome della singola sostanza in quanto l’elenco diventerebbe infinito. Il suggerimento quindi è di verificare sull’etichetta e ricercare online a quale categoria è associato il nome della sostanza indicata.

 

  • Tensioattivi. Sono i responsabili di rimuovere lo sporco dalle superfici. I più aggressivi per la pelle sono: lo SLES (Sodium Lauryl Sulfate) e l’SLS (Sodium Laureth Sulfate), che possono causare secchezza, disidratazione e arrossamenti. I tensioattivi più tollerati dalla pelle sono quelli naturali di derivazione vegetale che vengono ricavati per esempio dalle palme da olio o da cocco, dal grano, ecc., e che sono biodegradabili;
  • Enzimi. Hanno la funzione di ridurre le macchie specifiche di latte, olio, cibo, ecc., e sono altamente biodegradabili ma anche fortemente allergizzanti; 
  • Additivi, che servono per completare il ciclo del lavaggio: candeggina, smacchiatori, igienizzanti, disinfettanti, profumi, oli, siliconi, polimeri…

 

La candeggina è uno sbiancante molto potente e se non viene risciacquata efficacemente può lasciare sui vestiti residui che determinano irritazioni e dermatiti importanti. Sarebbe meglio usare candeggina delicata che è ugualmente efficace con le macchie ma più gentile con i tessuti e la pelle.

 

Gli smacchiatori sono tra i prodotti più pericolosi per la salute e il medio ambiente perché rimangono sulla superficie dei tessuti. La loro azione può essere sostituita con sostanze di uso comune tipo il bicarbonato, aceto e succo di limone.

 

I prodotti igienizzanti sono in grado di eliminare da una qualsiasi superficie lo sporco e possono essere considerati per questo motivo normali detergenti. Invece i disinfettanti, correttamente utilizzati, assicurano l’eliminazione del 99.9 % dei batteri nocivi. Dalla legge sono considerati un presidio medico chirurgico. Questi prodotti igienizzano e disinfettano il bucato, ma allo stesso tempo contengono ingredienti che possono rimanere nelle fibre e provocare allergia alla pelle. 

 

Gli errori comuni a tutte le mamme quando lavano i vestitini.

La mancata informazione e alcuni sotterfugi delle diverse industrie sono i responsabili degli errori che tutti commettiamo nel lavare i vestiti. E anche se una mamma vorrebbe fare del suo meglio, potrebbe andare incontro a pratiche che possono danneggiare la salute del suo piccolo.

  • Prediligere il profumo. Sapevi che da una ricerca sulle abitudini di acquisto su Amazon è saltato fuori che il 91% delle persone recensisce il profumo dei detersivi? Praticamente siamo più interessati al profumo che al pulito.

Tuttavia la bontà di lavaggio non ha nulla a che vedere con la profumazione, anzi il profumo può nascondere gli odori dovuti a un eventuale lavaggio imperfetto. In più, molti ingredienti dei profumi sono allergizzanti. Ma non solo: fra essi vi sono molte sostanze, anche di origine naturale, dotate di tossicità a lungo termine. 

Per se non fosse sufficiente, buona parte delle sostanze contenute in una fragranza, siano esse di origine naturale o sintetica, hanno la tendenza a bioaccumularsi (ossia rimanere nell’organismo, nel circolo sanguigno oppure annidate nei cuscinetti adiposi).

  • Igienizzare tutti i vestiti del piccolo. Uccidere il 99% dei batteri presenti sulla superficie dei tessuti dura molto poco in quanto l’ambiente in cui viviamo non è sterile e quindi i batteri ci si attaccano in brevissimo tempo. Immagina un body appena lavato e igienizzato che viene riposto nella cassettiera dove comunque c’è la presenza di batteri.

Inoltre, secondo numerosi studi, crescere i bambini in un ambiente asettico, senza gli stimoli che allenano il sistema immunitario, può risultare deleterio. Per questo, l’igienizzazione dovrebbe essere fatta soltanto quando si ricevono vestiti usati, quando il bambino è stato ammalato e nel caso dei vestiti appena acquistati.


Detto questo…

Come igienizzare il bucato per il tuo bambino senza spendere un patrimonio?

  • L’igienizzante per il bucato NON deve essere uno degli additivi inclusi nel detersivo per lavatrice.
  • Deve essere un additivo acquistato in modo separato e da usare quando c’è l’esigenza.
  • Come igienizzante per abbattere i batteri ce ne sono diversi naturali: bicarbonato di sodio, aceto, limone e sodio percarbonato puro. Aggiungere uno o due cucchiai di bicarbonato in lavatrice per disinfettare alla perfezione i vestiti. Inoltre, questo prodotto ha una funzione anti-odore ed è in grado di rimuovere le macchie più ostinate dal bucato.
  • L’aceto, invece, va messo nella vaschetta dell’ammorbidente. Oltre a igienizzare, lascia i tessuti morbidi e profumati ed è un ottimo anticalcare per la lavatrice.
  • Si può anche aggiungere qualche goccia di succo di limone al normale detersivo. Se hai paura di utilizzarlo sui capi più delicati, non ti devi preoccupare: infatti, è indicato anche per la seta e la lana.
  • Il sodio percarbonato puro in forma di polvere detergente simile alla lisciva, contiene in più l’ossigeno attivo. È privo di fragranza e di sbiancanti ottici. Permette di sbiancare e igienizzare il bucato senza ricorrere alla candeggina. Aggiungere 2/3 cucchiaini per un carico di 4,5 kg.

Nel caso di bucato a basse temperature (indicato sulle istruzioni di lavaggio del capo) è necessario fare un ‘’pretrattamento’’ a mollo. Aggiungere 2-4 cucchiai alla biancheria in acqua calda (30-40°C) e lasciar agire ½ – 1 h.

Per ultimo, è importante anche la fase di asciugatura: non lasciare mai la biancheria lavata dentro il cesto con l’oblò chiuso: l’umidità non fa altro che favorire la proliferazione di germi e batteri. 

Metti subito ad asciugare i panni: direttamente sotto i raggi del sole oppure dentro ad un’asciugatrice (utilizzando programmi ad alte temperature). Entrambi i metodi, infatti, hanno un’efficacia battericida molto potente. 

 

Un metodo sicuro e toxic-free per lavare il corredino del piccolo senza il rischio di lasciare residui chimici potenzialmente dannosi per la salute del tuo amore.

1 – La scelta del detersivo per lavatrice. Controlla innanzitutto l’etichetta del detersivo. Tra le informazioni obbligatorie sull’etichetta del detersivo, se sono indicati tra gli altri ENZIMI, SBIANCANTI OTTICI, PROFUMI, lascia quel prodotto perché può ledere alla salute del tuo bambino. Bisogna scegliere un detersivo che contenga tensioattivi che non fanno molta schiuma. La schiuma è difficile da risciacquare e richiede più risciacqui.

Quando testi un nuovo detersivo fai una prova: dopo aver terminato il ciclo di lavaggio metti un paio di indumenti in una bacinella con acqua tiepida. 

Lasciala per una mezz’ora e verifica se nell’acqua si è formata ulteriore schiuma. Se si forma schiuma ti consiglio di effettuare più risciacqui altrimenti quelle sostanze schiumogene depositate tra le fibre del tessuto andranno tutte sulla pelle di tuo figlio.

2 – Non usare un detersivo che contenga additivi per le diverse funzioni quali: ammorbidente, sbiancante, igienizzante, candeggio.

A seconda delle esigenze legate al tipo di sporco ed al tessuto da lavare si utilizzerà il prodotto più adatto o una combinazione di essi.

Nel lavaggio del corredino dopo l’acquisto per quanto riguarda l’intimo e la biancheria basterà effettuare il normale lavaggio con detersivo appropriato e l’igienizzazione con prodotti naturali.

Per i tessuti più delicati si dovrà usare un detersivo per i capi delicati associato a un igienizzante fatto di sostanze naturali.

Per la quantità di detersivo da aggiungere seguire le istruzioni sul flacone.

Per le temperature di lavaggio segui le istruzioni riportate sulle etichette dei capi.

Per rendere i capi più morbidi e avere l’effetto ammorbidente, alla fine del lavaggio aggiungere nel comparto dell’ammorbidente acido citrico disciolto in acqua al 10/15%. (per 1 litro di acqua aggiungere 10/15 mg di acido citrico).

Alla fine del lavaggio fare un doppio risciacquo.

3 – Quando il bambino sarà nato per rimuovere le macchie proteiche: latte, rigurgiti e cacca utilizzare un additivo smacchiatore al sodio percarbonato.

Prima di effettuare il normale lavaggio la parte di tessuto macchiata si bagna con acqua tiepida o calda e si cosparge la macchia con un po’ di polvere, picchiettandola con le dita e lasciando agire il più possibile.

Alla fine di questo pretrattamento effettuare il normale lavaggio utilizzando il detersivo e l’igienizzante naturale.

Metti subito ad asciugare i panni: direttamente sotto i raggi del sole oppure dentro ad un’asciugatrice.

 

È essenziale lavare il corredino e i vestitini dopo l’acquisto. Serve a eliminare i residui di coloranti, sostanze come i ftalati e i residui di formaldeide.

So che potrebbe sembrare laborioso però il gioco ne vale decisamente la candela. 

Il problema però  non riguarda solo le sostanze dannose per la pelle del tuo bambino contenute nei detersivi, negli ammorbidenti e nei relativi additivi. 

Se vuoi proteggere la pelle delicata di tuo figlio fin dal momento in cui viene al mondo devi prestare attenzione alle sostanze pericolose contenute nei vestiti e nella biancheria che andrà a contatto con la sua pelle.

Mi spiego, le sostanze utilizzate nel processo produttivo sono tante e di difficile identificazione. La protezione della pelle del tuo bambino deriva soprattutto dalla scelta di un abbigliamento sicuro e privo di sostanze tossiche pericolose…

Ma se per il lavaggio bisogna tenere conto di tutti i fattori precedenti, come si fa a individuare l’abbigliamento che non danneggi la salute dei più piccoli?

A questo scopo ho realizzato uno special report, che puoi scaricare qui in modo totalmente gratuito e che spero che possa aiutarti a completare le informazioni per prenderti cura della pelle di tuo figlio.

Nel report scoprirai:

  • Perchè la pelle dei neonati è così delicata nei primi due anni di vita;
  • I fattori che stressano la pelle del tuo bambino creando dermatosi;
  • Quando dovrai preoccuparti per arrossamenti e irritazioni e quando puoi stare tranquilla;
  • Le false credenze sulle fibre naturali;
  • I rischi legati all’uso della ciniglia per le tutine del tuo bambino;
  • Una guida su come scegliere vestiti e biancheria sicuri per la salute delle pelle del tuo piccolo.

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Ho preparato un report apposta per approfondire queste e altre procedure usate nella industria tessile, delle quali i genitori non sono consapevoli. Il report contiene anche una guida alla scelta dei tessuti più adatti ai piccoli, in modo che tu possa preparare la valigia del parto in totale serenità.