Se sei una mamma alle prime armi sicuramente cerchi di essere pronta a qualsiasi eventualità… e anche se la vestizione di un neonato potrebbe sembrare scontata come informazione, non è affatto così.
Dovendo acquistare l’abbigliamento mesi prima rispetto alla data di presunta nascita non è semplice regolarsi in base alla temperatura esterna in quel periodo, soprattutto in un ambito dove regnano il passaparola tra generazioni diverse e luoghi comuni.
In generale possiamo dire che una volta che si ha la conferma che la gravidanza prosegue bene (con l’amniocentesi e poi con la morfologica), cresce il forte desiderio per l’acquisto dei primi vestitini e della biancheria da portare in ospedale e per i primi giorni a casa.
In più, con l’acquisto delle prime tutine le future mamme iniziano a visualizzare fisicamente il proprio bambino, mentre al 7°-8° mese cresce l’ansia per completare l’acquisto di tutto il necessario: bisogna lavare tutto e poi essere pronti nel caso si debba anticipare la corsa in ospedale rispetto alla data presunta di parto.
Bisogna dire che per chi è al primo figlio e non sa cosa comprare: È ASSOLUTAMENTE NORMALE.
Non essere sicura su quali tessuti comprare in base alla stagione, cosa comprare per i primi giorni, come regolarsi e avere tutto il necessario senza eccedere sono preoccupazioni frequenti e comprensibili.
Una delle principali domande che una neomamma si fa è…
Come sapere se mio figlio è ben coperto nelle giornate fredde e invece come evitare che soffra il caldo in quelle estive?
Le neomamme vogliono proteggere il loro piccolo e hanno paura che il neonato possa sentire troppo freddo o troppo caldo sbagliando a scegliere gli indumenti adatti alla nascita, soprattutto se la nascita è prevista nei periodi di mezza stagione.
Ma prima di parlare dei vestiti adatti…
Siccome un neonato non cammina tenderà naturalmente ad avere più freddo. Va quindi coperto a strati in modo adeguato, ma senza esagerare per evitare un eccesso di calore.
Nelle prime settimane e nei primi mesi di vita, il bimbo fa più fatica a mantenere una temperatura corporea adeguata. In genere, più il bebè è piccino, in termini di età e di peso, tanto più facilmente il corpo disperde calore.
Avere freddo è un disagio che può infastidire parecchio il neonato, provocando un pianto di protesta di cui magari non si capisce subito la causa.
Cosa controllare, allora?
Può capitare che anche coprendo bene i bambini con diversi indumenti, dalle calze pesanti fino al cappellino e al piumino, le estremità rimangano comunque fredde.
Bisogna tenere a mente che la temperatura corporea del neonato è maggiore di quella dell’adulto. Quindi soffre più il caldo del freddo per due ragioni:
Cos’è il grasso bruno?
Il “grasso bruno” è particolarmente abbondante nel neonato e ne costituisce il 3 – 5% del peso totale; è riccamente vascolarizzato e innervato ed è situato in alcune zone particolari del corpo come la base del collo, attorno al cuore e ai reni, alle ghiandole surrenali e fra le scapole. Stimoli freddi sulla cute del neonato innescano la produzione di calore da parte del grasso bruno che ne impedisce così l’abbassamento della temperatura corporea.
Per tutti questi motivi:
Allora come facciamo a capire se il bambino ha caldo?
Grazie a questi indicatori si può essere più certi della temperatura del bambino, che di solito non c’entra nulla con la sensazione termica della mamma.
Questo succede perché si tende a pensare che i bambini appena nati siano degli adulti in miniatura, ma per quanto riguarda la pelle, le sue caratteristiche e il suo modo di funzionare, non è uguale a quella degli adulti.
La prima cosa da mettere in conto è che le ghiandole sudoripare e sebacee dei neonati non sono ancora completamente sviluppate, il che significa che la loro pelle assorbe e perde facilmente umidità. A causa di ciò, la funzione di autoregolazione della temperatura corporea è molto inferiore rispetto a quella di un adulto.
Fin dalla nascita il bambino subisce un profondo cambiamento frutto del passaggio dall’ambiente protetto (anche dal punto di vista termico) dell’utero materno a quello del mondo esterno.
La termoregolazione corporea permette di mantenere la temperatura interna nel range 36° e 37.2° ed è un sistema che si basa principalmente sulla produzione del calore, ma anche sulla sua dispersione e conservazione.
Quando camminiamo per riscaldarci si tratta di termoregolazione volontaria e invece i brividi fanno parte della termoregolazione involontaria.
Tuttavia nel neonato questi meccanismi sono ridotti, mentre è particolarmente attivo il meccanismo di termogenesi chimica, cioè, di produzione di calore a partire dal “grasso bruno”.
Giusto per fare un esempio pratico, un neonato potrebbe avere problemi a mantenere la temperatura in un ambiente che è termicamente confortevole per un adulto.
Quindi la serenità del neonato dipenderà in gran parte dalla loro sensazione termica ed è comprensibile che le mamme mettano così tanta energia nel capire quali vestiti farli indossare.
Di base ci sono alcune regole che si possono seguire, sempre equilibrate dal buon senso e considerando che non tutti i neonati sono uguali:
Entriamo più nel dettaglio e vediamo i tessuti adeguati per ogni stagione:
Per concludere e vista la delicatezza della pelle dei bambini, possiamo dire che la scelta dei vestiti adatti per il comfort e la sicurezza della salute della pelle del bambino vale quanto la scelta del tipo di alimentazione per una sana e sicura crescita, come spiegato in questo articolo.
I tessuti scelti per vestire i bambini dovrebbero conservare e preservare il benessere e la morbidezza della pelle del bambino evitando che il piccolo pianga e si lamenti continuamente per fastidi dovuti a scomodità, irritazioni e prurito.
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